Tuesday, April 19, 2011

CRISI AMBIENTALE: LAVORATORI CONTRO CITTADINI?

Editoriale del Corriere del Veneto del 19 Aprile 2011

Una frase di Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL, durante un dibattito a Este, ha scandalizzato ambientalisti e cittadini. Le reazioni che ne sono seguite spiegano la profonda trasformazione del sindacato confederale da una parte, e dall’altra la mancanza di rappresentazione dei cittadini preoccupati per la salute, la qualità dell’ambiente e per le prospettive di sviluppo.

Nella frase incriminata, Camusso ha affermato che i sindacalisti “sono eletti dai lavoratori, non dai cittadini” e non sono tenuti a diventare interlocutori dei comitati che si battono per la tutela della salute e dell’ambiente. Alle accese proteste di Legambiente e di numerosi cittadini ha fatto “eco” il silenzio assordante di tutti i partiti!

Ne conseguono due constatazioni. Prima di tutto, l’affermazione di Camusso conferma la deriva corporativa della società liberale. Ne prende atto persino la CGIL, il sindacato un tempo più incline a tutelare gli interessi generali di tutti i lavoratori che in passato ha operato scelte per il bene comune, talora coraggiosamente in contrasto con gli interessi spiccioli della singola fabbrica o categoria. La seconda constatazione riguarda la perdurante incapacità del movimento ambientalista di esprimere una voce politica, come quella con cui parlavano per l’appunto i sindacati confederali prima della deriva corporativa. In Veneto, come in tutto il mondo occidentale, gli interessi dei lavoratori furono tutelati da organizzazioni e partiti formatisi nel corso di due secoli di lotte. Ma il dualismo storico tra la priorità data all’impresa contro quella garantita al lavoro, tuttora base delle divisioni tra schieramenti politici, è diventato solo formale e non consente più di prospettare alternative reali che vadano al di là dell’uso stanco di un vuoto linguaggio retorico.

Più rilevante, invece, è il dualismo tra due concezioni dello sviluppo che nel futuro diventerà sempre più significativo. Da un lato sta lo schieramento conservatore che difende l’industria tradizionale e i lavoratori operanti nei settori che hanno realizzato lo sviluppo del secolo scorso. Queste imprese e lavoratori, pur devastando il territorio, provocando malattie ed esponendo se stessi e i cittadini a rischi sconosciuti prima, hanno costruito la ricchezza del passato. Oggi però non sono più competitivi e sono destinati al ridimensionamento. Dall’altro lato stanno le imprese innovative e i cittadini che mettono al primo posto la salute e la tutela dell’ambiente. Questi due schieramenti, evidenti in qualsiasi luogo in cui i cittadini lottano per la tutela della salute e del territorio, sono privi di rappresentanza istituzionale. È un dato di fatto che la totalità dei vecchi partiti, dalla Lega a Rifondazione, sull’argomento sono divisi al loro interno: da una parte tentano di intercettare la nuova domanda civile e rappresentare gli interessi (anche imprenditoriali) emergenti. Dall’altro rispondono alle potenti lobby e corporazioni – tra cui il sindacato – che sovra-rappresentano gli interessi dei loro membri in costante diminuzione. Finisce così, come esplicitamente reclama Camusso, che i lavoratori siano rappresentati dal sindacato e i cittadini … si arrangino. Questa situazione comporterà che prima o poi i cittadini che danno priorità alla salute e alla tutela ambientale, e che perseguono uno sviluppo intelligente, sapranno davvero “arrangiarsi” e troveranno il modo di istituzionalizzare la loro domanda politica emergente.

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